Sebbene comunemente si associ il termine ustione al contatto con fonti di calore elevate come il fuoco o superfici incandescenti.
L’ustione da freddo, nota anche come ustione da ghiaccio, è un fenomeno meno noto ma ugualmente pericoloso, che si verifica a seguito dell’esposizione prolungata a temperature molto basse o al contatto diretto con sostanze ghiacciate o gas criogenici. Vediamo cosa sono queste lesioni, come si manifestano e quali sono i rischi associati.
L’ustione da ghiaccio si verifica quando la pelle e i tessuti sottostanti vengono esposti a temperature estremamente basse, tali da provocare il congelamento. In questo processo, l’acqua contenuta nelle cellule si cristallizza, causando danni strutturali irreversibili. A causare l’ustione non è solo il ghiaccio comune, ma anche il contatto diretto con gas pressurizzati come il propano o il protossido d’azoto, o con il ghiaccio secco, ovvero l’anidride carbonica solida a temperature di circa -78 °C.
Il danno cellulare avviene in due modalità principali: un congelamento lento, tipico dell’esposizione ambientale prolungata, e il cosiddetto “flash freeze”, che si verifica con il contatto rapido con gas criogenici o ghiaccio secco. Nel primo caso, l’acqua fuori dalle cellule cristallizza lentamente, alterando l’equilibrio ionico e il pH e conducendo alla morte cellulare; nel secondo, la formazione istantanea di piccoli cristalli danneggia direttamente la membrana cellulare. Parallelamente, il freddo provoca una vasocostrizione intensa, riducendo l’afflusso di sangue e aumentando il rischio di trombosi.
I sintomi dell’ustione da freddo sono simili a quelli delle ustioni termiche e includono alterazioni del colore della pelle (da bianco-grigiastro a giallognolo), prurito, intorpidimento, comparsa di vesciche e bolle, fino alla necrosi dei tessuti colpiti.
Come intervenire in caso di ustione da ghiaccio: rimedi e precauzioni
Il trattamento delle ustioni da freddo richiede attenzione e gradualità. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, riscaldare rapidamente la zona colpita con fonti di calore intense può aggravare il danno a causa dei cosiddetti “danni da riperfusione”. Questi si manifestano quando il flusso sanguigno ritorna rapidamente in tessuti ischemici, innescando una reazione infiammatoria che può portare a edema, trombosi ed emorragie.
La procedura consigliata è quindi un riscaldamento lento e controllato, immergendo la parte lesa in acqua tiepida, la cui temperatura non deve superare i 40 °C. È fondamentale evitare il calore secco diretto, come quello di asciugacapelli o termosifoni, e non strofinare o massaggiare la cute lesionata. In presenza di vesciche, non bisogna romperle per prevenire infezioni.
L’applicazione di creme topiche specifiche, talvolta antibatteriche, e l’uso di analgesici o trombolitici possono essere indicati sotto controllo medico. Nei casi più gravi si può rendere necessario un intervento chirurgico, fino all’amputazione nei casi di necrosi estesa.

Cos’è l’ustione da freddo e come si manifesta(www.cosediscienza.it)
Le ustioni da ghiaccio vengono classificate in tre o quattro gradi in base alla gravità del danno. Dalle forme superficiali, caratterizzate da intorpidimento e cambiamento di colore, si passa a forme più severe che comportano la formazione di vesciche, dolore intenso e necrosi dei tessuti, che può estendersi fino ai muscoli.
I tempi di guarigione dipendono dalla profondità della lesione: nelle forme lievi possono bastare pochi giorni senza lasciare cicatrici, mentre nelle forme più gravi la guarigione può richiedere settimane e determinare la formazione di cicatrici permanenti.
Prevenzione e consigli pratici per evitare ustioni da freddo
Per prevenire le ustioni da ghiaccio è importante adottare alcune semplici ma fondamentali accortezze:
- Non applicare mai il ghiaccio o impacchi ghiacciati direttamente sulla pelle: utilizzare sempre un panno o una garza protettiva.
- Evitare di mantenere l’impacco freddo in contatto prolungato con la cute, limitando la durata a 15-20 minuti per volta.
- Coprire adeguatamente le parti del corpo esposte durante l’esposizione a temperature rigide, soprattutto mani, piedi, naso e orecchie.
- Prestare attenzione all’uso di spray aerosol e gas criogenici, utilizzandoli solo con le precauzioni e gli strumenti adeguati.
- Consultare tempestivamente un medico al manifestarsi dei primi sintomi di ustione da freddo o in caso di esposizione prolungata a sostanze ghiacciate.
Essere consapevoli dei rischi collegati al freddo e al contatto con materiali criogenici è fondamentale per evitare danni seri alla pelle e ai tessuti sottostanti. In situazioni di emergenza, affidarsi a professionisti sanitari è la scelta migliore per garantire una corretta diagnosi e un trattamento efficace.
Ustione da freddo: classificazione e durata della guarigione (www.cosediscienza.it)






