|
|
|
KARL
FRIEDRICH GAUSS E LA DATA
DELLA
PASQUA
Ecco un esempio di calcolo della data della Pasqua proposto dal
matematico e astronomo tedesco Karl Friedrich Gauss (1777-1855) valevole per gli
anni compresi fra il 1900 e il 2099.
Si divide l’anno di cui si vuole conoscere la data della Pasqua per 19,
per 4 e per 7. Siano rispettivamente “a”,
“b” e “c”
i resti delle tre divisioni. Si consideri quindi il parametro fisso “m”
= 24 al quale si aggiunga il prodotto (19 x a)
e si divida il totale per 30; sia “d”
il resto di tale divisione. Si prenda ora in considerazione un secondo parametro
fisso: “n” = 5. Si calcoli quindi
l’espressione 2b + 4c
+ 6d + n
e la si divida per 7; sia “e” il
resto di tale divisione. Infine, il giorno della Pasqua è dato da 22 + d
+ e. Se il risultato che si ottiene è
inferiore a 31, esso rappresenta la data della Pasqua che cade in marzo, se
supera 31 si toglie tale valore dal totale e si ottiene la data della Pasqua che
cade nel mese di aprile.
Il metodo è molto macchinoso, ma alla fine porta a un risultato preciso.
Facciamo un esempio concreto calcolando la data della Pasqua del nuovo anno, il
2012. Dividiamo quindi 2012 prima per 19 e otteniamo 105 con il resto di 17, poi
per 4 e otteniamo 503 senza resto e infine per 7 e otteniamo 287 con il resto di
3. Avremo quindi, come primo risultato a
= 17, b = 0 e c = 3. Risolviamo quindi l’espressione (24 + 19xa)
: 30, ovvero (24 + 19x17) : 30 che dà per risultato 11 con il resto d
= 17. Procediamo poi alla soluzione della seconda espressione prevista da Gauss:
(2b +4c
+6d + n) divisa per 7, ossia (2x0 + 4x3 + 6x17 + 5) : 7; si ottiene 17 con
il resto e = 0. Infine la somma (22 + d
+ e) ossia 22 + 17 + 0 fissa la data della Pasqua la quale, essendo il
risultato della somma (39) maggiore di 31, cadrà in aprile e precisamente il
giorno 8. Karl
Gauss, considerato da alcuni come “il più grande matematico della modernità”,
fin da bambino aveva dimostrato una genialità sorprendente. Si racconta che un
giorno il maestro della classe frequentata dal piccolo Karl propose un problema
di aritmetica al fine di tenere occupati i bambini, piuttosto turbolenti, per
lungo tempo. Il problema consisteva nel calcolare la somma dei numeri da uno a
cento. La ricerca in effetti era lunga e noiosa: uno più due fa tre, tre più
tre fa sei, sei più quattro fa dieci, dieci più cinque fa quindici e così
avanti fino a cento. Dopo
pochi minuti il piccolo Karl si presentò al maestro con la soluzione: 5.050. Il
maestro non credette ai propri occhi quando lesse quel numero e, convinto che lo
stesse prendendo in giro, rimproverò severamente lo scolaro. Dove hai trovato
quel numero? Te lo sei inventato? Il bambino, che era in buona fede, tentò di
convincere il maestro che quel valore era frutto di un calcolo rigoroso, ma non
ci fu verso. Il maestro, una volta a casa, perdendo molto tempo, fece egli
stesso la somma dei cento numeri ottenendo effettivamente il risultato che il
bambino gli aveva presentato dopo pochi minuti di lavoro. A
questo punto, se qualcuno non c’è arrivato da solo, è necessario spiegare in
cosa consista il calcolo fatto dal piccolo Karl. Egli mise in fila tutti i
numeri da uno a cento, poi, in corrispondenza, su una riga inferiore, gli stessi
numeri in ordine decrescente, da cento a uno, nel modo seguente:
1, 2,
3, 4,
… 97,
98, 99, 100. Quindi,
sommando ciascun numero della riga superiore con il corrispondente numero della
riga inferiore, si ottiene sempre lo stesso risultato: 1+100, 2+99, 3+98 …
fanno sempre 101. La somma complessiva delle somme parziali scritte sopra si
ottiene moltiplicando 101 per 100 che fa 10.100. Questo valore rappresenta però
il doppio della somma dei numeri da uno a cento. Dividendo quindi 10.100 per due
si ottiene 5.050 che rappresenta il valore che il piccolo Gauss aveva presentato
al maestro.
Facciamo un esempio relativo alla somma dei numeri da uno a cinque che fa
quindici. Lo stesso risultato si ottiene applicando la formula segnalata sopra:
si somma 1a
5 che fa 6 si moltiplica 6 per 5 e si ottiene 30 che divisi per 2 porta al
risultato finale di 15. La formuletta vale per qualsiasi serie continua di
numeri interi, per esempio 16, 17, 18 e 19, la cui somma fa |
|
|