ESERCIZI – PARTE 7ª

 

121. Due celle elettrolitiche sono collegate in serie. Nella prima vi è una soluzione acquosa di AgNO3, nella seconda una soluzione di un sale di oro. La stessa quantità di elettricità libera 0,293 g di Ag e 0,177 g di Au. Qual è la massa equivalente dell’oro e qual è il suo stato di ossidazione nel composto ignoto?

    La seconda legge di Faraday sull’elettrolisi stabilisce che a parità di corrente elettrica le quantità in grammi di sostanza depositata ai rispettivi elettrodi sono direttamente proporzionali alle loro masse equivalenti.

    Si definisce peso (o massa) equivalente di un elemento il numero che esprime quanti grammi dell’elemento possono combinarsi o sostituirsi ad un grammo-atomo di H. Il grammo-equivalente (g-eq) è il valore in grammi del peso equivalente.

    Il peso equivalente dell’argento coincide con il suo peso atomico: si noti che nel nitrato d’argento l’Ag sostituisce l’H dell’acido nitrico.

     Il peso atomico dell’argento è 107,88 per cui:

                                                          107,88 : 1 = 0,293 : X          Þ    X = 0,0027 g-eq

     Quindi, come per l’argento, anche per l’oro 0,177 g di questo metallo rappresentano 0,0027 g-eq. La massa equivalente dell’oro sarà pertanto:

                                                               0,177 : 0,0027 = X : 1           Þ     X = 65,56    

   Lo stato di ossidazione di uno ione metallico non è altro che il numero degli elettroni necessari a formare l’atomo per riduzione. Lo stato di ossidazione si ottiene in questo caso dividendo il peso atomico dell’oro per il suo peso equivalente: 197,0/65,56 = 3,0.

   3 è lo stato di ossidazione dell’oro, ovvero la sua valenza nel composto sconosciuto.

   

122. Calcolare il volume di gas tonante (2 H2 + O2) a condizioni normali (c.n.) che si libera da una soluzione acquosa di H2SO4 al passaggio di una corrente di 0,5 ampère per 2 ore.   

   Le due reazioni che avvengono nella cella elettrolitica sono le seguenti:

      Al catodo:   2 H+ + 2e  "  H2    (riduzione) 
      All’anodo:    H2O 
"  ½ O2 + 2 H+ + 2e   (ossidazione)

   Serve un elettrone per ridurre uno ione H+ ad atomo di idrogeno; due elettroni ridurranno due idrogenioni a due atomi di idrogeno cioè ad una molecola (H2). Se facessimo passare nella soluzione il numero di Avogadro (6,023·1023) di elettroni avremmo la formazione di un numero di Avogadro di atomi di idrogeno.

    La carica elettrica posseduta da un elettrone è 1,602·10-19 coulomb. Questa carica, moltiplicata per il numero di Avogadro (ossia per una mole di elettroni) dà:

                             1,602·10-19 · 6,023·1023 = 96.488 che possiamo arrotondare a 96.500 coulomb (C).

   Questa quantità di elettricità è usata come unità di misura con il nome di faraday (F).

    Si ricava, dalla stechiometria delle reazioni che avvengono agli elettrodi della nostra cella elettrolitica, che con 2 F si produce una mole di H2 e, sempre con 2 F, mezza mole di O2.

    Sappiamo che 1 ampère è la corrente di 1 coulomb al secondo per cui 0,5 ampère per 2 ore (7.200 s) = 3.600 coulomb. Pertanto:

                                                 1 F : 96.500 C = X F : 3.600 C          Þ    X = 0,037 F

   Ora, se con 2 F si produce una mole di H2, con 0,037 F quante moli di H2 si producono?

                                                        2 F : 1 = 0,037 F : X           Þ    X = 0,018

   Le moli di O2 che vengono prodotte contemporaneamente all’idrogeno sono la metà di esso cioè 0,009 e pertanto le moli di gas tonante saranno: 0,018 + 0,009 = 0,027 ammettendo che i due gas stiano insieme senza reagire per formare acqua.

   A condizioni normali una mole di gas qualsiasi occupa un volume di 22,4 litri per cui:

                                                    1 : 22,4 = 0,027 : X               Þ     X = 0,605 litri.

   Il volume di gas tonante che si è sviluppato nella cella elettrolitica è quindi di 605 c.c.

   

123. Una corrente elettrica riduce 10 g di ferro da una soluzione acquosa di Fe2(SO4)3 in due ore. Si vuol sapere per quanto tempo la stessa corrente deve attraversare una soluzione di cloruro di potassio per liberare 20 litri di Cl2 a c.n.

   Nel solfato ferrico il ferro presenta numero di ossidazione +3, per cui il suo peso equivalente è un terzo del suo peso atomico. Pertanto: 55,85 : 3 = 18,6.

    Sappiamo che 96.500 coulomb riducono un grammo equivalente di ioni metallici.

                                                96.500 : 18,6 = X : 10             Þ      X = 51.882 coulomb.

   2 ore corrispondono a 7.200 secondi. Pertanto, poiché:

                                                               coulomb                                      51.882        
                                             
ampere = ——————            
Þ   ampere = ————— = 7,2   
                                                                 
secondi                                        7.200

   Per ridurre una mole di Cl2 da un cloruro servono 96.5002 = 193.000 coulomb.

   Una mole di Cl2 è contenuta a c.n. in un volume di 22,4 litri.

                                              22,4 L : 193.000 C = 20 L : X C           Þ     X = 172.321 C

   Dividendo i coulomb per gli ampère si ottiene il tempo in secondi:

                                                  172.321 : 7,2 = 23.933 s corrispondenti a circa 6h e 39m.  

   

124. Una corrente elettrica deposita al catodo 6,45 g di rame da una soluzione acquosa di CuCl2. Nello stesso tempo la stessa quantità di corrente provoca la precipitazione di 4,06 g di un metallo sconosciuto. Di quale metallo si tratta?

   Le leggi di Faraday sull’elettrolisi stabiliscono che per ridurre al catodo un grammo-equivalente di metallo è necessaria la corrente elettrica di 1 faraday, cioè di circa 96.500 coulomb.

    Lo ione Cu++ si riduce a Cu acquistando due elettroni. Il peso equivalente del rame è pertanto la metà del suo peso atomico: 31,77.

    Se per produrre 31,7 g di Cu occorrono 96.500 coulomb, quanti coulomb sono necessari per produrre 6,45 g? Per saperlo basta risolvere la seguente proporzione:

                                                   31,77 : 96.500 = 6,45 : X            Þ    X = 19.591,6.

   Ora, se con la stessa corrente si producono 4,06 g di metallo sconosciuto, con 96.500 coulomb si produrrà un grammo-equivalente di questo metallo. Pertanto:

                                                   19.591,6 : 4,06 = 96.500 : X               Þ     X = 20.  

   È impossibile stabilire di quale metallo si tratta se non viene indicata la carica dello ione corrispondente. Siccome però al valore di 20 corrisponde il peso atomico del neon che non è un metallo mentre il valore doppio è molto vicino a quello del calcio, potrebbe trattarsi proprio di questo metallo anche perché il calcio è bivalente.

   

125. Calcolare la forza elettromotrice (f.e.m.) di una pila Daniel formata da un elettrodo di zinco immerso in una soluzione di nitrato di zinco 0,12 M e da un elettrodo di piombo immerso in una soluzione di nitrato di piombo 1,8 M.

   Una pila di tipo Daniel è costituita da due semielementi collegati con un conduttore metallico che trasporta gli elettroni dalla semicella in cui avviene l’ossidazione (liberazione di elettroni) a quella in cui avviene la riduzione (assorbimento di elettroni).

    Iniziamo quindi col calcolare il potenziale di ossido-riduzione dello zinco applicando la legge di Nernst in quanto la concentrazione dello ione Zn++ non è 1 M e quindi il suo potenziale non è quello standard.

                                                                                      0,059             [Zn++]  
                                                                      
E = Eo + ———— · log —————   
                                                                                         
n                  [Zn]    

   La concentrazione dello zinco metallico (come quella di qualsiasi altro metallo), per convenzione, è uguale a 1. Gli elettroni ceduti nell’ossidazione di un atomo di zinco sono 2 per cui n = 2. La concentrazione degli ioni Zn++ è uguale a quella del suo sale in quanto in acqua esso si dissocia completamente. Pertanto:

                                                                       Zn(NO3)2   "   Zn++ + 2 NO3-    

                                                                                            0,059    
                                                                      
E = – 0,76 + ————— · log 0,12  
                                                                                                
2     

                                                                                             0,059      
                                                                      
E = – 0,76 + ————— · (– 0,92)    
                                                                                                
2

                                                                        E = – 0,76 – 0,027 = – 0,787   

    Per determinare il potenziale del Pb si procede allo stesso modo:  

                                                                                              0,059      
                                                                       
E = – 0,13 + —————
log 1,8     
                                                                                                 
2   

                                                                       E = – 0,13 + 0,0075 = – 0,122   

   Gli elettroni si spostano dallo zinco al piombo perché lo zinco ha un potenziale minore del piombo. La forza elettromotrice si calcola facendo la differenza fra il potenziale dell’elettrodo positivo (cioè quello in cui avviene la riduzione) e quello negativo (cioè l’elettrodo presso il quale avviene l’ossidazione).

                                       E = EPb – EZn         Þ   E = – 0,122 – (– 0,787)        Þ   E = + 0,665.  

   La pila si indica per convenzione scrivendo prima il polo negativo (cioè il semielemento in cui avviene l’ossidazione) e poi quello positivo (cioè il semielemento in cui avviene la riduzione). Lo schema è il seguente :

                                                              ZnôZn++( 0,12 M ) êêPb++( 1,8 M )ôPb

   

126. Trovare la f.e.m. della seguente pila a 25 °C:
   
                           
Pt, O2(g) 0,18 atmôH3O+ ( 0,15 M )ïêH3O+ ( 0,05 M )ôH2(g) (0,24 atm), Pt
   
Determinare qual è il polo positivo e scrivere la reazione redox che ha luogo spontaneamente.

   La nostra pila è formata da due semielementi (o elettrodi) collegati fra loro. Il primo elettrodo è costituito da una lamina di platino immersa in una soluzione acida 0,15 M, lambita da ossigeno gassoso alla pressione di 0,18 atmosfere.

    La reazione di ossidazione possibile è la seguente:

                                                       2 H2O  "  O2 + 4 H+ + 4 e        Þ    Eo = + 1,23   

    Il secondo elettrodo è costituito da una lamina di platino immersa in una soluzione acida a concentrazione 0,05 M, lambita da idrogeno gassoso alla pressione di 0,25 atm.

    La reazione di ossidazione possibile è la seguente:

                                                                H2  "  2 H+ + 2 e        Þ     Eo = 0,00

    Siccome le concentrazioni dei reagenti non sono 1 M i potenziali redox devono essere calcolati applicando la legge di Nernst. Pertanto:   

                                                                                        0,06              [ox]     
                                                                        
E = Eo + ———— · log  ———    
                                                                                           
n                [rid]      

     Per la prima reazione E assumerà il seguente valore:

                                                                                   0,06                (0,18)·(0,15)4      
                                                          
E = + 1,23  +  ———— · log  —————————  = + 1,17     
                                                                                     
4                           1     

    Per la seconda reazione E assumerà il seguente valore:

                                                                                    0,06               (0,05)2    
                                                                
E = 0,00 + ———— ·
log  ————— = – 0,06     
                                                                                      
2                   0,24        

    Delle due reazioni scritte sopra una sarà di ossidazione e l’altra di riduzione. Per la precisione, sarà di ossidazione quella con potenziale minore. Le due reazioni si devono scrivere nel modo seguente:

                                                                       2 H+ + 2 e  "  H2  
                                                                              
2 H2O 
"  O2 + 4 H+ + 4 e  

    La reazione complessiva si ottiene sommando membro a membro dopo aver moltiplicato la prima equazione al fine di eliminare gli elettroni e i protoni. Il risultato finale è il seguente:

                                                                                2 H2O  "  2 H2 + O2   

    Come si può vedere si tratta in definitiva della scissione della molecola di acqua negli elementi costituenti. La f.e.m. si ottiene sottraendo dal potenziale redox dell’elettrodo positivo quello dell’elettrodo negativo. Pertanto:

                                                         E = E+ – E-         Þ    E = + 1,17 – (– 0,06) = + 1,23 V  

     La pila invece, per convenzione, si rappresenta indicando per primo il polo negativo e poi quello positivo, ossia esattamente al contrario di come riportato nel testo dell’esercizio.

 

127. La pila AgôAgCl, KCl 0,1 M êêAg+ 0,1 MôAg ha una forza elettromotrice di 0,457 V. Determinare il prodotto di solubilità di AgCl.

     Si tratta, in pratica, di una pila a concentrazione. Del semielemento di destra si conosce la concentrazione di Ag+  per cui è possibile calcolare il suo potenziale applicando la legge di Nernst:

                                                                                            0,059     
                                                                            
E = Eo + ———— ·
log [Ag+]    
                                                                                                
n    

                                                                             0,059  
                                                       
E = 0,799 + ————— ·
log 0,1 = 0,079 0,059 = 0,740   
                                                                                 
1

    Il potenziale dell’elemento di sinistra (Es) si può ricavare facendo la differenza fra il potenziale dell’elemento di destra e la f.e.m della pila in quanto:

                                                       E = E+ – E-        Þ   0,457 = 0,740 – E-      Þ   Es- = 0,283.

    AgCl è un sale poco solubile in acqua. La concentrazione di Ag+ sarà pertanto bassissima e dipenderà dalla concentrazione di Cl- che in pratica è quella di KCl.

                                                                                                                             Kps    
                                                           
[Ag+]
· [ Cl-] = Kps              Þ      [Ag+] = ————   
                                                                                                                              
0,1  

     Sostituendo questo valore nella legge di Nernst si avrà:

                                                                                            0,059                Kps     
                                                                 
0,283 = 0,799 + ————— · log ————   
                                                                                                
1                    0,1   

     Eseguendo le operazioni si ottiene:    log Kps = – 9,746   

     Per cui:                                               Kps = 10-9,746         Þ    Kps = 1,79·10-10   

   

128. Spiegare per quale motivo immergendo un pezzetto di rame nell’acido cloridrico non si verifica alcuna reazione mentre nell’acido nitrico lo stesso metallo subisce una chiara reazione di ossidazione. Quanti equivalenti di acido nitrico servono per ossidare 3 moli di Cu?  

   La reazione di ossidazione del rame è la seguente:

                                                                               Cu  "  Cu++ + 2 e   

   Perché possa avvenire l’ossidazione di una specie chimica è necessario che contemporaneamente avvenga la riduzione di un’altra specie chimica. HCl presenta in soluzione gli ioni H+ e Cl-. Dei due ioni Cl- è già una specie chimica ridotta perché possiede un elettrone in più dell’atomo neutro e la sua tendenza sarebbe quindi quella di cedere un elettrone ed ossidarsi e non certo quella di acquistarne un altro.

    L’altra specie chimica, H+ potrebbe ridursi acquistando gli elettroni provenienti dall’ossidazione del rame se non fosse che il suo potenziale normale è minore di quello del rame per cui risulta: DE = Eo+ – Eo- che assume valore negativo. Eo+ è l’elettrodo positivo ossia quello in cui avviene la riduzione; Eo- è invece l’elettrodo che si ossida. Pertanto avremo:   

                                                            DE = E+H/H+ + E-Cu/Cu++ = 0,00 – (+0,349) = – 0,34.   

   La reazione non può avvenire perché darebbe un DG > 0.  

    Con l’acido nitrico invece, entra in gioco lo ione NO3- il cui potenziale standard di ossidazione è + 0,96.

    In questo caso si avrebbe:                       DE = Eo+ – Eo- = + 0,96 – ( +0,34) = + 0,62.

   Si possono quindi associare queste due reazioni :  

                                                                             Cu   "   Cu++ + 2  e        /· 3     
                                                       
NO3
- + 4 H+ + 3 e   "   NO + 2 H2O       
                                                               ¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾ 
                                                   
3 Cu + 2 NO3
- + 8 H+  "  3 Cu++ + 2 NO + 4 H2O   

   Per ossidare 3 moli di Cu servono 2 moli di HNO3. Siccome 3 moli di rame equivalgono a 6 grammo-equivalenti, 6 saranno pure gli equivalenti di acido nitrico necessari per ossidarli.

   

129. Trovare la variazione di potenziale che la coppia MnO2(s)/Mn++ 0,005 M subisce quando il pH della soluzione viene fatto variare da 6 a 2.

   Dalla scala dei potenziali standard di ossido-riduzione si ricava che:

                                             Mn++ + 2 H2O   D    MnO2 + 4 H+ + 2 e            Eo = + 1,28  

   Le concentrazioni suggerite dal testo non sono quelle standard (1M) per trovare il valore di E si deve quindi far ricorso alla legge di Nernst. Pertanto:

                                                                            0,059               [H+]     
                                                             
E = Eo +
¾¾¾¾ · log ¾¾¾¾
                                                                                
2                 [Mn++]             

     Si considera uguale a 1 sia la concentrazione di MnO2 (in quanto solido) sia quella dell’acqua (in quanto la soluzione è molto diluita).  

    Si sostituiscono quindi i valori riportati nel testo ad iniziare da pH = 6 ossia [H+] = 10-6  

                                                                            0,059            (10-6)4     
                                                         
E = 1,28 +
¾¾¾¾  · ¾¾¾¾¾ = 0,64  
                                                                               
2               0,005   

   Quindi si sostituiscono i valori con pH = 2, cioè [H+] = 102 si avrà:

                                                                            0,059               (10-2)4   
                                                        
E = 1,28 +
¾¾¾¾¾ · log ¾¾¾¾¾ = 1,11  
                                                                               
2                     0,005   

   Il potenziale varia quindi da 0,64 V a 1,11 V.  

   

130. Calcolare il calore di formazione del glucosio ottenuto per fotosintesi conoscendo l’entalpia standard di formazione di CO2(g) = 94,05  Kcal/mole;  di H2O(l) = 68,31 Kcal/mole e di C6H12O6(s) = 301,2 Kcal/mole.  

   La reazione di fotosintesi è la seguente :

                                                6 CO2(g) + 6 H2O(l)  "  C6H12O6 (s) + 6 O2(g)             DH = ?

   L’entalpia standard di formazione non è altro che la variazione di entalpia che accompagna la reazione chimica. Pertanto:

                                                          C + O2   "   CO2           DH = – 94,05 Kcal 
                                                    
H2 + ½ O2  
"   H2O           DH = – 68,31 Kcal 
                                           
6 C +6 H2 + 3 O2 
"  C6H12O6      DH = – 301,2 Kcal

   Le reazioni scritte si riferiscono alla produzione di una mole di prodotto. La legge di Hess stabilisce che la variazione di entalpia relativa ad una data reazione chimica è uguale alla somma delle variazioni di entalpia delle reazioni intermedie.

    Moltiplicando le prime due reazioni scritte sopra per 6, invertendo il loro andamento, e quindi sommando si ottiene:

                                      6 CO2   "   6 C + 6 O2                           DH1 = + 564,3 Kcal 
                                      
6 H2O  
"   6 H2 + 3 O2                          DH2 = + 409,86 Kcal 
                                     
6 C + 6 H2 + 3 O2  
"  C6H12O6               DH3 = – 301,2 Kcal   
                                    
¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾¾      
                                  
6 CO2 + 6 H2O  
"   C6H12O6 + 6 O2           DH =  DH1 + DH2 + DH3   
                                                                                                    
DH = + 673 Kcal   

    La variazione di entalpia è positiva quindi il processo fotosintetico è endotermico, cioè ha bisogno di un apporto di energia per realizzarsi.

   

131. Della seguente dissociazione termica: N2O4(g)  D  2 NO2(g), si conosce:
D
H = + 13.870 cal, DS = 42 cal/mole K. Calcolare se a 100 °C è più stabile N2O4 oppure NO2.

    Un sistema chimico è più stabile di un altro quando ha un’energia libera minore di esso. Ciò vale anche per i sistemi fisici: un masso ai piedi della montagna è più stabile di quello che si trova in cima in quanto ha un contenuto energetico minore. Nel nostro caso sappiamo che:

                                                                 DG = DH – T·DS = DH – 373 · DS 
                                                                                 
DG = + 13.870 – 15.666 
                                                                                 
DG = – 1.796   

    DG è la differenza fra l’energia libera dei prodotti e quella dei reagenti. Ossia:

                                                                         DG = GNO2 – GN2O4  

    Se DG assume valore negativo vuol dire che GN2O4 è maggiore di GNO2, quindi NO2 è più stabile di N2O4.  

    Non solo, ma dato l’alto valore assoluto di DG NO2 è molto più stabile di N2O4. In verità, l’entalpia favorirebbe N2O4 ma NO2 è molto stabile per ragioni antropiche in quanto è un gas che si presenta più disordinato di N2O4.  

 

132. Data la reazione: N2 + 3 H2  D  2 NH3 stabilire se a 25 °C si forma spontaneamente ammoniaca. A quale temperatura la reazione è in equilibrio?  
              
DH = 11.000 cal;     DS = 23, 6 cal.

    Una reazione è spontanea nel senso in cui viene scritta se DG < 0.

    Se si calcola il valore di DG a 25 °C si ottiene:

                                              DG = – 11.000 – [298·(–23,6)] = – 11.000 + 7.033 = – 3967

    La reazione a 25 °C è spostata verso destra. 

    Per trovare la temperatura alla quale la reazione è in equilibrio basta porre DG = 0, per cui:

                                                              DG = – 11.000 – [T·(– 23,6)] = 0

                                                                        T·23,6 = + 11.000        

                                                                              T = 466 K  

    La reazione è in equilibrio a 193 °C. A temperature superiori la reazione procede spontaneamente verso sinistra.

 

133. Sciogliendo NaOH in acqua si sviluppano 10,16 Kcal/mole. Calcolare la variazione di entropia in una soluzione satura a 100 °C .

    La dissoluzione di NaOH in acqua è una reazione esotermica; in pratica il recipiente in cui avviene la reazione, si riscalda.

                                                                          DH = 10,16 Kcal.    

    Dal punto di vista termodinamico, per ogni reazione, deve risultare:

                                                                           DG = DH DS   

    DG è la variazione di energia libera, ossia la grandezza che indica la tendenza a reagire posseduta da un sistema. Se DG = 0 vuol dire che il sistema è in equilibrio. Quando una soluzione è satura vi è equilibrio fra il solido e la soluzione. Per cui se:

                                                                T = 273 + 100 = 373 K risulta:

                                                                                                10,16  
                                  
0 = – 10,16 – 373
DS           Þ    DS = – ¾¾¾¾ = – 0,027 Kcal/mole K.  
                                                                                                  
373

    DS rappresenta la variazione di entropia ossia la variazione di disordine che ha caratterizzato il processo.

    Sciogliendo in acqua un solido cristallino a struttura ordinata qual è NaOH, ci si dovrebbe aspettare un aumento del disordine, in quanto si può ritenere che le particelle si disperdano disordinatamente tra le molecole di acqua. Però, se DS risulta negativo, vuol dire che la dissoluzione della sostanza in acqua è avvenuta, non con aumento di disordine ma, al contrario, con aumento di ordine.

    L’apparente contraddizione deve essere interpretata tenendo presente che anche la semplice dissoluzione di un solido in un liquido è una vera e propria reazione chimica che prevede la rottura di alcuni legami chimici e formazione di altri. L’idrossido di sodio è un solido ionico che in soluzione si dissocia negli ioni Na+ e OH- che formeranno a loro volta legame ione-dipolo con le molecole polari dell’acqua, creando evidentemente strutture più ordinate di quanto non fossero prima.

 

134. Nella glicolisi aerobica il glucosio si trasforma in CO2 e acqua liberando 673 Kcal/mole. L’entropia è 0,0484 Kcal/mole K. Qual è la variazione di energia libera di questa reazione a 37 °C ? Temperature più basse favoriscono o ostacolano questa reazione?

    La respirazione cellulare può essere così schematizzata:     

                                                        C6H12O6 + 6 O6  "  6 CO2 + 6 H2O        + 673 Kcal

    La reazione è esotermica, pertanto DH = – 673 Kcal.

    La variazione di entropia è di 48,4 cal/mole K, ciò vuol dire che la reazione avviene con un aumento di disordine come è facilmente intuibile trattandosi di una sostanza solida a struttura molecolare ordinata che diviene gassosa (il disordine caratterizza i gas). Si può anche dire che ciò si verifica ogni volta che varia il numero di moli relative alla fase di gas.

    Calcoliamo il valore di DG dalla relazione:

                                                                             DG = DH TDS     

                                                                             DG = 673 310 · 0,0484 = 688   

    La variazione di energia libera è quindi 688 Kcal/mole. Essa ha un valore negativo per cui la razione a 37 °C è spontanea. DG rappresenta tutta l’energia potenziale chimica disponibile per compiere un lavoro.

    Se la temperatura è minore, DG è minore (in valore assoluto) quindi una diminuzione di temperatura ostacola il metabolismo come avviene ad esempio negli animali eterotermi.

 

135. Qual è la formula del 3–metil, 5–propil, 1,4,6–nonatriene? 

    Si tratta di un alchene, cioè di un idrocarburo insaturo che contiene tre doppi legami e due sostituenti alchilici nelle posizioni indicate all’interno di una catena di nove termini. La formula è quindi la seguente:

                                            1CH2 = 2CH – 3CH – 4CH = 5C6CH = 7CH – 8CH29CH3     
                                                                  
|                   |     
                                                                  
CH3              C3H7                

    Gli idrocarburi sono composti organici formati di solo carbonio e idrogeno. Nelle molecole degli idrocarburi gli atomi di carbonio si legano fra loro costituendo catene o anelli. I composti costituiti da catene di atomi sono detti alifatici e si dividono in alcani, alcheni e alchini. I primi sono detti anche saturi perché non sono presenti legami multipli fra atomi di carbonio. Gli alcheni contengono nella molecola uno o più doppi legami carbonio-carbonio. Negli alchini infine le insaturazioni sono costituite da tripli legami carbonio-carbonio.           

 

136. Denominare le seguenti coppie di isomeri geometrici:

                                Cl         Cl                             Cl        
                      
           \         /                                 \        /     
                                  
C = C                  e               C = C           
                                  
/        \                                  /        \     
                                
H         H                              H         Cl                                                      

                                Cl         H                              Cl         CH3 
                      
            \         /                                 \        /   
                                    
C = C                  e               C = C                 
                                   
/        \                                  /        \             
                                  
H         CH3                           H         H

    Dopo aver deciso di che tipo di molecole si tratta dobbiamo aggiungere il prefisso cis– o trans– a seconda che i sostituenti si trovino dalla stessa parte o da parti opposte rispetto al doppio legame.

    Entrambe le molecole della prima coppia di composti sono dei cloro–derivati dell’etene, più precisamente, essendo i sostituenti legati agli atomi 1 e 2, sono degli 1,2 dicloroeteni. La molecola di sinistra presenta entrambi gli atomi di cloro dalla stessa parte del doppio legame e quindi è il cis–1,2–dicloroetene; la molecola di destra è il trans–1,2–dicloroetene.

     Entrambe le molecole della seconda coppia di composti sono degli alcheni a tre atomi di carbonio quindi dei derivati del propene. In tutte e due le molecole l’atomo di cloro è legato all’atomo di carbonio 1 e quindi si tratta di isomeri geometrici dell’1-cloropropene. Nella molecola di sinistra l’atomo di cloro si trova dalla parte opposta del doppio legame rispetto al gruppo metilico della catena carboniosa del propene: questa molecola è pertanto il trans–1–cloropropene mentre l’altra è il cis–1–cloropropene.

 

137. Qual è la formula del 2–metil pentacolo–1?

    Si tratta di un alcol la cui catena principale è quella del pentano. Gli alcoli sono composti caratterizzati dal gruppo ossidrilico –OH che sostituisce uno o più atomi di idrogeno nella catena idrocarburica che in questo caso è satura ossia priva di doppi o tripli legami. La formula è quindi la seguente:

                                                                        CH2–CH–CH2–CH2–CH3     
                                                                         
|       |       
                                                                       
OH   CH3           

 

138. Qual è la formula dell’acido butendioico?

     Si tratta di un acido bicarbossilico ossia contenente due gruppi –COOH alla estremità della catena e deriva dal butene con il doppio legame obbligatoriamente in posizione 2.

                                                                              CH – COOH   
                                                                              
 l l     
                                                                              
CH – COOH

 

139. Qual è la formula del 2,2 – dibromo pentanoato di potassio?

      Si tratta di un sale ovvero di un composto derivato formalmente per sostituzione di dell’idrogeno del gruppo –COOH con un atomo di potassio. Questo tipo di composti si  denominano utilizzando l’attributo dell’acido corrispondente con il suffisso –oico cambiato in –oato seguito dalla preposizione di e dal nome del metallo. Nel caso in esame avremo:

                                                                                              Br  
                                                                                              
l    
                                                                  
CH3 – CH2 – CH2 – C – COOK   

                                                                                              
l    
                                                                                             
Br   

   

140. In quale modo è possibile riconoscere un’ammina primaria da una secondaria e da una terziaria?   

      Le ammine sono composti derivati dell’ammoniaca di cui mantengono le proprietà basiche e pertanto reagiscono con gli acidi. In particolare la reazione con l’acido nitroso conduce a sostanze diverse e facilmente riconoscibili a seconda della posizione del gruppo –NH2 all’interno della molecola. Per esempio con l’etilammina l’acido nitroso forma alcol etilico e svolge azoto. La reazione è la seguente:

                                                        C2H5NH2 + HNO2  "  C2H5OH + N2 + H2O    

     Con la dietilammina l’acido nitroso forma un composto oleoso, la nitrosodietilammina. La reazione è la seguente:

                                                     (C2H5)2NH + HNO2  "  (C2H5)2N–N=O + H2O    

     Con la trietilammina forma un sale, il nitrito di trietilammonio. La reazione è la seguente:

                                                           (C2H5)3N + HNO2   "  (C2H5)3NHNO2   

 fine    

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