|
ESERCIZI – PARTE 3a
41. Facendo reagire
carburo di calcio e acqua, si ottiene idrossido di calcio e il gas acetilene.
Calcolare il volume dell'acetilene, a
25 °C
e a 800 torr, che si ottiene da un kilogrammo di carburo di calcio.
L'equazione
di reazione è la seguente:
CaC2 + 2 H2O Ž
Ca(OH)2 + C2H2.
Il carburo di
calcio pesa 40 + (12·2)
= 64; l'acetilene pesa (12·2) + (1·2)
= 26.
Dall'equazione
di reazione si deduce che da una mole di carburo si ottiene una mole di
acetilene, quindi da 64 g
di carburo si ottengono
26 g
di acetilene.
Da 1000 g
di carburo quanto acetilene si otterrà?
64 : 26 = 1000 : X
da cui:
X = 406,25 g
406,25 g
:
26 g
= 15,6 moli
Supponendo che
l'acetilene si comporti come un gas ideale, possiamo scrivere:
P·V = n·R·T
con: P = 800/760 = 1,05 atm e T = 273 + 25 = 298 K,
da cui:
15,6·0,082·298
V = ¾¾¾¾¾¾¾¾¾
=
363 L
1,05
Il volume di
acetilene che si ottiene è quindi di 363 litri.
42. Alla temperatura
di 20 °C, 10 kg
di anidride carbonica vengono compressi fino ad occupare il volume di 50 litri. Quale sarà la pressione della CO2?
Il
gas che abbiamo a disposizione, compresso in un volume così piccolo,
sicuramente non si comporterà come un gas ideale. Per calcolare la pressione
non possiamo quindi applicare la legge dei gas perfetti, ma dovremo ricorrere
all'equazione di Van der Waals la quale si scrive nel modo seguente:
a·n²
(P + ¾¾¾¾)·(V - n·b)
= n·R·T
V²
In questa equazione, come si può vedere, alla pressione
sperimentale (cioè quella misurata) P, viene aggiunto un termine che tiene
conto delle attrazioni fra le molecole.
Nel
termine aggiunto, a è un parametro che dipende dalla natura delle molecole e il
cui valore aumenta con l'aumentare dell'interazione molecolare. Inoltre, la
probabilità che due molecole interagiscano è direttamente proporzionale al
quadrato della concentrazione del gas contenuto nel recipiente (n/V)². Il
termine (P + a n²/V²)
rappresenta quindi la pressione ideale.
Al
volume, invece, deve essere sottratto qualche cosa in quanto il volume del
recipiente non è in realtà interamente a disposizione dei moti delle
particelle gassose poiché una parte di esso è occupato dalle stesse particelle
di gas che, in questo caso, essendo molto addensate non possono essere
considerate senza volume.
Lo
spazio occupato dalle molecole è detto covolume ed è dato dal prodotto del
numero delle moli n per un fattore b che è tanto più piccolo quanto più
piccole sono le molecole. Il termine (V - n·b)
rappresenta quindi il volume ideale.
Per
l'anidride carbonica a vale 3,59 e b vale 0,043. Le moli di anidride carbonica a
disposizione si ricavano sapendo che il peso molecolare di CO2 è
44,01 pertanto:
10.000 : 44,01 = 227,2 moli
Sostituendo i
valori noti nella formula scritta sopra si ricava la pressione:
227,2·0,082·293
3,59·51.620
P = —————————— - ————————
da cui:
50 - (227,2·0,043)
2.500
P
= 135,7 - 74,13 = 61,57 atm
Se la pressione
fosse stata calcolata applicando direttamente l'equazione dei gas ideali si
sarebbe ottenuto 109,17 atm cioè una pressione quasi doppia di quella reale.
43. Un recipiente di
1 litro
viene riempito di azoto alla pressione di 600 torr. Un altro recipiente di 3 litri
viene riempito di metano alla pressione di 800 torr. I due recipienti vengono
quindi collegati fra di loro in modo che si mescolino i due gas. Se la
temperatura rimane costante, quale sarà la pressione finale e il volume in
percentuale dei due gas?
La
pressione di un gas dipende dal numero di particelle presenti e non dal tipo. I
nostri due gas, messi a contatto, non reagiscono.
La
pressione parziale dell'azoto, dopo il mescolamento, all'interno di un volume di
4 litri, per la legge di Boyle, sarà:
P'·V'
= P"·V"
quindi: 600·1 = X·4
da cui: X = 150 torr
La pressione
parziale del metano nel volume finale di
4 litri
sarà:
P'·V' = P"·V"
quindi: 800·3 = Y· 4
da cui: Y = 600 torr
La pressione
totale dei due gas contenuti nel recipiente di 4 litri
è data, per la legge di Dalton sulle pressioni parziali, da:
Ptot = Paz + Pmet
Þ Ptot = 150 + 600 = 750 torr
I volumi dei gas
sono proporzionali alle pressioni che gli stessi esercitano, quindi in
percentuale essi possono essere ricavati nel seguente modo:
per N2:
150 : 750 = X : 100
da cui: X = 20
per CH4:
600 : 750 = Y : 100
da cui: Y = 80
L'azoto
rappresenta il 20% del volume totale, e il metano il rimanente 80%.
44. Per quale motivo,
normalmente, la pressione atmosferica è maggiore sulle calotte polari che sulla
fascia equatoriale?
Fondamentalmente
per due motivi: 1° perché all'equatore la temperatura dell'atmosfera è
maggiore che ai poli; 2° perché la quantità di vapore acqueo presente
nell'aria all'equatore è maggiore che ai poli.
Riscaldandosi,
l'aria si dilata diventando meno densa e quindi anche il suo peso per unità di
superficie, cioè la pressione, diminuisce. E' facile dimostrare che l'aria
calda è più leggera (a parità di volume) di quella fredda.
Se
immaginiamo l'aria secca formata, in volume, dal 78% di N2, dal 21%
di O2 e dall'1% di argo, possiamo calcolare il peso dell'aria
contenuta nel volume di 1 litro
alla temperatura molto bassa, per esempio di 0 °C
e alla pressione di 1 atm applicando la legge dei gas ideali. Questo peso
risulta di 1,30 g.
Allo
stesso modo si può calcolare il peso dell'aria ad una temperatura alta, per
esempio di 30 °C
e alla pressione di 1 atm, contenuta nel volume di un litro: esso risulta di
solo
1,10 g. La densità (peso su volume) dell'aria fredda è quindi maggiore di quella
dell'aria calda.
E' facile anche
dimostrare che l'aria umida è più leggera di quella asciutta. Infatti, se
sostituiamo alcune molecole di azoto, di ossigeno e di argo presenti nell'aria
con molecole di acqua (che pesano meno di tutti e tre i principali componenti
dell'aria) lasciando invariato il volume è evidente che il peso di questo
volume diminuirà e di conseguenza diminuirà anche la pressione che questa
miscela di gas eserciterà su una certa superficie.
45. Una miscela
gassosa contiene il 32% in peso di anidride solforosa e il rimanente è azoto.
La pressione è di 5 atmosfere. Qual è la pressione che esercita il solo azoto
nella miscela?
La pressione
parziale di un gas in un miscuglio di gas è dato dal prodotto della pressione
totale per la frazione molare del gas considerato (Legge di Dalton sulle
pressioni parziali).
Per
determinare la frazione molare dell'azoto presente nel nostro miscuglio, si può
scegliere di analizzare una quantità in grammi qualsiasi di detto miscuglio.
Per comodità sceglieremo
100 g.
Quindi,
su 100 g
di gas totale 32 g
sono di SO2 e 68 g
sono di N2. Il numero di moli di SO2, il cui peso
molecolare è 64, sarà:
64 : 1 = 32 : X
da cui: X = 0,5 moli
Il numero di moli
di N2, il cui peso molecolare è 28, saranno:
28 : 1 = 68 : Y
da cui: Y = 2,43
moli
Applicando la legge di Dalton sulle pressioni parziali, relativamente
all'azoto, si ottiene:
2,43
Paz =
Ptot
· Xaz =
5 · ——————— = 4,15 atm
2,43
+ 0,5
46. Per riduzione di 15,0 g
di ossido, si ottennero 7,8 g
di metallo. Determinare il valore del peso equivalente del metallo. Sapendo
quindi che la valenza di detto metallo è 6, dire di quale metallo si tratta e
scrivere la formula dell'ossido.
Un
ossido è un composto formato dall'unione di un metallo con l'ossigeno. Ridurre
un ossido significa sottrargli l'ossigeno per isolare il metallo.
Nel
nostro caso l'ossido pesa
15,0 g
e il metallo in esso contenuto pesa 7,8 g, quindi l'ossigeno contenuto nell'ossido pesa
7,2 g.
Si
definisce peso equivalente, o peso di combinazione, di un elemento in un
composto un numero che esprime i grammi di quell'elemento che reagiscono con un
grammo-atomo (cioè con un grammo) di idrogeno. Ora, però, poiché un grammo di
idrogeno reagisce con 8 grammi
di ossigeno per formare acqua, 1 g
di idrogeno equivale a 8 g
di ossigeno e quindi invece che esprimere il peso equivalente in relazione
all'idrogeno lo si può anche esprimere in relazione all'ossigeno sulla base
della seguente definizione: "Il peso equivalente di un elemento è il
numero che esprime i grammi di quell'elemento che si combinano con
8 grammi
di ossigeno".
Nel
nostro caso sappiamo che 7,8 g
di metallo si sono combinati con 7,2 g
di ossigeno; quanti grammi di metallo si combinano con
8 grammi
di ossigeno? Per rispondere si risolve la seguente semplice proporzione:
7,8 g
:
7,2 g
=
X g
: 8 g da
cui: X =
8,7 g
Il
peso-equivalente del nostro metallo è quindi 8,7. Per ottenere il peso atomico
dell'elemento basta moltiplicare il peso-equivalente per la valenza, infatti il
peso-equivalente di un elemento in un composto può essere definito anche come
il peso atomico di quell'elemento diviso per la valenza che esso
esplica in quel determinato composto.
Pertanto,
nel nostro caso: 8,7·6
= 52,2.
Ora,
se si va a vedere sulla tabella periodica degli elementi quale metallo ha un
peso atomico vicino al valore da noi calcolato, si trova che il cromo ha peso
atomico di 51,996.
Il
cromo ha anche la valenza 6, pertanto la formula chimica del suo ossido sarà
CrO3.
47. 3,20 grammi
di calcio e 5,23 grammi
di zinco reagendo con un acido formano una quantità uguale di idrogeno.
Sapendo che il peso equivalente del calcio è 20, calcolare il peso equivalente
dello zinco.
Quando quantità
diverse di due elementi, reagendo con lo stesso acido, sviluppano la stessa
quantità di idrogeno, vuol dire che quelle quantità sono proporzionali ai loro
pesi equivalenti.
Per
trovare il peso equivalente dello zinco basterà quindi impostare e risolvere la
seguente semplice proporzione:
3,20 g
: 5,23 g
= 20 g
: X g da cui
X = 32,69 g
Il peso
equivalente dello zinco è quindi 32,69 e corrisponde esattamente alla metà del
suo peso atomico (la valenza dello zinco è 2).
48. Una miscela
gassosa di azoto e cloruro di metile, chiusa in un recipiente, esercita una
pressione di 4 atmosfere. La pressione parziale dell'azoto è di 1 atm.
Calcolare quante moli di azoto sono contenute nella miscela se il numero di
molecole di CH3Cl è 6,022·1024.
Applicando
la legge di Dalton sulle pressioni parziali è possibile ricavare la frazione
molare dell'azoto (Xaz) presente nella miscela di gas:
Paz
1
Xaz = ——— =
—— = 0,25
Ptot
4
La frazione
molare dell'azoto è uguale anche al rapporto fra il numero delle moli di N2
(naz) e il numero delle moli totali della miscela.
naz
Xaz = —————— =
0,25
naz + nmet
Il numero di
molecole di metile è 6,022·1024, cioè 10 volte
maggiore di quello contenuto in una mole dello stesso gas. Esso pertanto
rappresenta 10 moli. Sostituendo questo valore avremo:
naz
0,25 = —————
che risolvendo dà:
naz + 10
0,25
(naz + 10) = naz
e quindi: naz - 0,25 naz = 2,5
da cui: naz = 3,33
49. Una miscela di
metano e azoto viene raccolta sopra acqua alla temperatura di 30 °C. A questa temperatura, la tensione di vapore dell'acqua è 31,8 torr. La
pressione totale è 1 atm, mentre la pressione parziale del metano è 300 torr.
Calcolare la frazione molare dell'azoto nella miscela gassosa.
Alla pressione
totale della nostra miscela contribuiscono anche le molecole di acqua, e la
legge di Dalton sulle pressioni parziali insegna che:
Ptot
= Paq + Pmet + Paz
e pertanto:
760 = 31,8 + 300 + Paz
da cui:
Paz = 428,2 torr
La frazione
molare dell'azoto nella miscela gassosa si ottiene dalla seguente equazione:
Paz
428,2
Paz = Ptot · Xaz
da cui: Xaz
= ——— =
———— = 0,563
Ptot
760
Per ottenere la
frazione molare nell'azoto nella miscela di CH4 e N2, si
calcola la pressione esercitata da questi due gas sottraendo, dalla pressione
totale di 760 torr, la pressione esercitata dall'acqua:
760
- 31,8 = 728,2
torr
Applicando quindi
la legge di Dalton, alla miscela di solo metano e azoto, si ottiene:
Paz
428,2
Xaz
= ———————
= ———— = 0,588
Paz + Pmet
728,2
La frazione molare dell'azoto
nella miscela azoto-metano, è 0,588.
50. Si hanno 100 mL al
42% p/p di HNO3 (d=1,21 g/mL). Quanti millilitri di soluzione 2M è
possibile preparare a partire da questa soluzione?
Il
peso molecolare di HNO3 è 63 e 100 mL di soluzione pesano 121 g. Poiché sappiamo che su
100 g
di soluzione vi sono 42 g
di acido, impostando una proporzione è possibile calcolare i grammi di acido
presenti in 121 g
di soluzione:
100 : 42 = 121 : X
da cui: X = 50,82 g
In 100 mL di
soluzione (corrispondenti a 121 g
) vi sono 50,82 g
di HNO3, equivalenti a 50,82 : 63 = 0,81 moli.
Il
testo chiede di preparare una soluzione che contenga 2 moli di soluto in 1000 mL
totali. Poiché si dispone di sole 0,82 moli di soluto, i millilitri di
soluzione si ricavano dalla seguente proporzione:
2
: 1.000 = 0,81 : X
da cui: X = 405 mL
51. Determinare di
quale volume di soluzione al 98% p/p di H2SO4 ci si deve
servire per preparare un litro di soluzione 2M (d = 1,8 g/mL).
Una
soluzione al 98% p/p di acido solforico contiene 98 g
di questo acido su 100 g
di soluzione (i grammi di acqua sono quindi solo 2). Poiché il peso molecolare
dell'acido solforico è 98,
100 grammi
di soluzione contengono 1 mole di acido e 200 g
ne conterranno 2.
200 g
di soluzione occupano un volume pari a:
V
= m/d = 200/1,8 = 111 mL.
Per preparare 1 litro
di soluzione 2 molare si devono quindi usare 111 mL di soluzione concentrata e
aggiungere acqua fino ad arrivare al volume complessivo di 1 litro.
52. Determinare la
concentrazione in composizione percentuale peso su peso, in molarità e in
normalità di una soluzione acquosa di acido solforico costituita da 4,25 g
di soluto e 12,75 g
di solvente. La densità della soluzione è 1,18 g/mL.
La composizione
percentuale p/p indica i grammi di soluto contenuti in 100 g
di soluzione.
In
4,25 + 12,75 = 17 g
di soluzione vi sono 4,25 g
di H2SO4. Per sapere quanti grammi di acido vi sono in 100 g
di soluzione basta risolvere la seguente proporzione:
17 g
:
4,25 g
=
100 g
: X g
da cui: X = 25 g
La molarità di
una soluzione indica il numero delle moli presenti in 1.000 mL di soluzione.
Dividendo
il peso della soluzione per la densità si ottiene il volume della soluzione
stessa. Infatti:
V
= m/d = 17/1,18 = 14,41 mL
In 14,41 mL di
soluzione vi sono 4,25 g
di H2SO4, in 1.000 mL quanti grammi di acido vi saranno?
Per saperlo basta risolvere la seguente proporzione:
14,41
: 4,45 = 1.000 : X
da cui: X = 294,93 g
294,93 g
di acido solforico corrispondono a 294,93 : 98 = 3,0 moli. La soluzione è 3
molare e quindi anche 6 normale in quanto H2SO4 è un
acido diprotico.
Ma
vediamo ora di arrivare alla determinazione della normalità attraverso il
procedimento esplicito.
La
normalità di una soluzione esprime il numero degli equivalenti di soluto
presenti in 1.000 mL di soluzione. Gli equivalenti di un elettrolita si
ottengono dividendo i grammi di elettrolita a disposizione per il suo peso
equivalente. Il peso equivalente di un acido si ottiene, a sua volta, dividendo
il peso molecolare dell'acido per il numero dei protoni che si formano
attraverso la sua ionizzazione.
Nel caso
di H2SO4 i protoni che si ottengono sono 2, infatti: H2SO4
Ž 2 H+ + SO4-
-
Pertanto,
il peso equivalente dell'acido solforico è 98 : 2 = 49 e il numero degli
equivalenti presenti nella quantità di acido contenuto nella soluzione è: 294,93 : 49 = 6,0.
Si
ricordi che la normalità di una soluzione è uguale alla molarità della stessa
oppure a un suo multiplo intero, ad esempio il doppio, o il triplo e così via.
53.
L
'ammoniaca commerciale è una soluzione acquosa al 28% p/p (d = 0,90 g/mL).
Quanta acqua bisogna aggiungere a 100 mL di questa soluzione per prepararne
un'altra
8 m
?
100 g
di soluzione di ammoniaca al 28% p/p occupano un volume di 100/0,90 = 111,1 mL;
in esso vi sono 28 g
di ammoniaca pari a 28/17 = 1,65 moli e 62 g
di acqua.
In 100 mL
di soluzione vi saranno:
111,1 : 100 = 28 : X
da cui: X =
25,2 g
di NH3 pari
a 25,2/17 = 1,48 moli
111,1 : 100 = 62 : Y
da cui: Y = 55,8 g
di acqua
Una
soluzione 8 molale si ottiene mescolando 8 moli di soluto con 1.000 g
di acqua. Se le moli a disposizione sono solo 1,48, l'acqua necessaria sarà:
8 : 1.000 = 1,48 : X
da cui: X =
185 g
Poiché
inizialmente, nei 100 mL di soluzione, vi erano già presenti 55,8 g
di acqua, per ottenere la soluzione 8 molale si dovranno aggiungere altri: 185
- 55,8 = 129,2 g
di acqua.
54. Una soluzione
acquosa di HCl al 26,2% p/p ha una densità di 1,13 g/mL. Qual è la molalità e
la molarità di questa soluzione?
Quello
della molalità è un modo per esprimere la concentrazione di una soluzione del
tipo peso su peso. Essa esprime precisamente il numero di moli di soluto in 1.000 grammi
di solvente.
Dal testo si
ricava che in
100 g
di soluzione vi sono 26,2 g
di HCl e quindi 73,8 g
di H2O.
Ora, impostando una semplice proporzione è possibile
conoscere i grammi di HCl contenuti in 1.000 g
di acqua:
26,2 g
:
73,8 g
= X g :
1.000 g
da cui: X =
355,0 g
Il peso
molecolare di HCl è 36,5; le moli di acido in
1.000 g
di acqua saranno pertanto: 355,0 : 36,5 = 9,73. La soluzione è quindi 9,73
molale.
Quello della
molarità è un modo per esprimere la concentrazione di una soluzione del tipo
peso su volume. Essa esprime, per la precisione il numero di moli di soluto
contenute in 1.000 mL (1 litro) di soluzione.
Dai
calcoli abbiamo dedotto che 9,73 moli di HCl, pari a 355,0 g, sono contenute in 1.355 g
di soluzione. Calcoliamo ora il volume corrispondente a
1.355 g
di soluzione:
M
M
1.355
d = ¾¾
Þ
V = ¾¾
Þ
V = ¾¾¾¾
= 1.199 mL
V
d
1,13
Infine:
9,73 : 1.199 = X : 1.000
da cui: X = 8,16
La soluzione è 8,16
molare.
55. Una soluzione
acquosa di H2SO4 ha una frazione molare di 0,08. La densità
è 1,18 g/mL. Qual è la molarità di questa soluzione?
Quello della
frazione molare (X) è un modo per esprimere la concentrazione delle soluzioni:
essa rappresenta il rapporto peso su peso fra soluto e soluzione. Precisamente:
nac
Xac
= ¾¾¾¾¾
nac + naq
dove nac e naq
sono rispettivamente il numero di moli dell'acido e dell'acqua.
Per
risolvere questo tipo di esercizi conviene scegliere una determinata quantità
di soluzione, ad esempio 1.000 mL, oppure 100 g, o, meglio ancora, un certo numero di moli. Noi sceglieremo proprio un
determinato numero di moli e precisamente 100.
Ora,
se la frazione molare vale 0,08, vuol dire che su 100 moli complessive 8 sono di
H2SO4 e 92 di H2O. Pertanto, nel nostro caso
avremo:
8
0,08 = ¾¾¾¾¾
8 +
92
Quello
della molarità (M) è un modo di esprimere la concentrazione del tipo peso su
volume, infatti, come sappiamo, rappresenta il rapporto fra le moli di soluto e
il volume occupato dalla soluzione. Ora, per esprimere il titolo della soluzione
in molarità si deve trasformare il peso noto della soluzione in volume facendo
ricorso alla densità. Pertanto, essendo noti i pesi molecolari di acido
solforico e acqua, trasformiamo innanzitutto le moli in grammi:
8 moli di H2SO4
pesano 8 × 98 =
784 g
92 moli di H2O
pesano 92 ×
18 =
1.656 g
¾¾¾¾
totale
2.440 g
Quindi:
M
2440
V = ¾¾ Þ
V = ¾¾¾¾ = 2.068 mL
d
1,18
Nel
volume di 2.068 mL di soluzione vi sono 8 moli di H2SO4,
la molarità è pertanto:
2.068 : 8 = 1.000 : X
da cui: X =
3,87 M
56. Calcolare la massa
di acqua da aggiungere a 50 mL di una soluzione 18 M
di H2SO4 (densità
1,8 g/mL) per ottenere una soluzione al 10% p/p.
Una
soluzione al 10% p/p contiene 10 g
di soluto in 100 g
di soluzione (di cui 90 saranno di acqua).
Nel
nostro caso si dispone di una soluzione che contiene 18 moli di H2SO4
in 1.000 mL di soluzione. Pertanto, in 50 mL di soluzione ci saranno:
1.000 : 18 = 50 : X
da cui: X = 0,9 moli
Ora, 50 mL di
soluzione pesano: M
= d·V
= 1,18·50 =
90 g
e 0,9 moli di H2SO4 (PM = 98) pesano
(0,9·98) =
88,2 g
La
soluzione di cui si dispone contiene quindi
88,2 g
di H2SO4 ogni 1,8 g
di acqua. Da questa se ne deve ottenere un'altra che contiene
10 g
di H2SO4 ogni
90 g
di H2O. Pertanto:
10 : 90 = 88,2 : Y
da cui: Y =
793,8 g
di acqua.
Ora,
siccome nella soluzione iniziale di 50 mL già vi erano
1,8 g
di acqua, si dovranno aggiungere altri
792 g
di acqua per ottenere la soluzione al 10%.
57.
L
'acqua regia è la soluzione acida più forte che si possa preparare ed
è costituita da HNO3 e HCl nel rapporto di
1 a
3 moli. Calcolare il rapporto con cui si deve mescolare una soluzione acquosa
di acido nitrico al 60% p/p con una di acido cloridrico al 30% p/p per ottenere
acqua regia.
Per ottenere
acqua regia si deve quindi mescolare 1 mole di HNO3 (PM = 63), pari a
63 g
con 3 moli di HCl (PM = 36,5) pari a
109,5 g
e quindi aggiungere acqua fino a determinarne il grado di acidità che si
desidera.
La soluzione di
acido nitrico di cui si dispone contiene 60 g
di acido su 100 g
di soluzione. Poiché servono 63 g
di acido si dovrà utilizzare:
100 : 60 = x : 63
da cui: x =
105 g
di soluzione
Una proporzione simile deve essere impostata per la soluzione di acido
cloridrico:
100 : 30 = x : 109,5
da cui: x =
365 g
di soluzione
Il rapporto con
cui si devono mescolare le due soluzioni di cui si dispone è di 105 g
dell'una con
365 g
dell'altra. La quantità di acqua presente, meno di 300 g
su 172,5 g
di acido, ne definisce una forte concentrazione (13,44 molale).
58. Quanta soluzione
di acido solforico al 90% p/p bisogna aggiungere a 500 g
di soluzione dello stesso acido al 75% p/p per preparare una soluzione all'80%
p/p?
Il problema può essere risolto ricorrendo al seguente
schema:
90
5
80
75
10
Al centro compare
il numero che rappresenta la concentrazione che si desidera ottenere, a sinistra
le concentrazioni della soluzioni iniziali e a destra le differenze ottenute
operando in croce. Il rapporto fra le soluzioni è quindi di
5 a
10, cioè, in altre parole, la quantità di soluzione al 75% deve essere doppia
di quella al 90% e pertanto, a
500 g
di soluzione al 75% si devono aggiungere
250 g
di soluzione acida al 90%.
Allo
stesso risultato si perviene uguagliando il peso dell'acido nelle due soluzioni
iniziali e in quella finale. Infatti, la quantità di acido nella prima
soluzione è 0,90·x, nella seconda è 0,75·500 e in quella finale (x + 500)·0,80, per cui:
0,90·x + 0,75·500 = (x +500)·0,80 da
cui: x =
250 g
Quindi, 250 g
di soluzione al 90% è ciò che si deve aggiungere ai
500 g
di soluzione al 75%.
59. Data una soluzione di acido cloridrico al 38% p/p (d = 1,19
g/mL),
calcolare quale volume di questa soluzione è necessario per preparare, con
aggiunta di acqua, 2 litri
di soluzione 2 N.
In
questo caso, una soluzione 2 N è uguale ad una soluzione 2 M
perché si tratta di una soluzione di un acido monoprotico. Per preparare due
litri di soluzione
2 M
si dovrà disporre di 4 moli di HCl pari a
146 g, alle quali sarà aggiunta acqua.
Si ha a disposizione una soluzione che contiene, per ogni 100 g,
38 g
di HCl (gli altri
62 g
sono di acqua). Nota la densità,
100 g
di soluzione equivalgono a 84,03 mL, infatti:
M
M
100
D = ¾¾
Þ
V = ¾¾
Þ
V = ¾¾¾
= 84,03
V
d
1,19
Quindi, 84,03 mL di soluzione contengono
38 g
di HCl, quanti mL di soluzione conterranno
142 g
di acido? Per saperlo basta impostare e
risolvere la seguente proporzione:
84,03 : 38 = x : 142
da cui: x = 314,0
La
quantità di soluzione al 38% di HCl necessaria per preparare
2 litri
di soluzione 2 N è di 314 mL.
60.
In
seguito all'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl si ebbe, in
Italia, la ricaduta di una certa quantità di radionuclidi fra cui I131
che superò, in alcuni luoghi, di 5 volte il limite soglia. Sapendo che lo iodio
131 ha
un'emivita (o tempo di dimezzamento) di 8,04 giorni
(d), quale fu il tempo
necessario affinché la concentrazione di questo elemento radioattivo tornasse
al di sotto dei valori di pericolosità?
La legge del
decadimento radioattivo, cioè l'equazione che fornisce la misura della velocità
con cui gli atomi radioattivi si disintegrano nel tempo, è la seguente:
N = N0 · e-lt
dove N è il numero dei nuclidi presenti al tempo t, N0 è il
numero dei nuclidi presenti all'inizio dell'osservazione, cioè al tempo t=0, e
è la base dei logaritmi naturali e vale 2,7183, l
è una costante detta costante specifica di velocità tipica di ogni
elemento radioattivo e il cui valore può essere determinato dalla conoscenza
del tempo di dimezzamento dell'elemento in questione e infine t è il tempo.
Per ricavare il
valore di l si deve prima scrivere la legge di decadimento in termini
logaritmici e quindi sostituire ad N N0/2, cioè il valore che
esprime la metà del numero iniziale di atomi, e a t t½,, cioè il
tempo di dimezzamento. Quindi:
prima scriveremo
Ln N = Ln No - Ln e-lt
e poi Ln No/2
= Ln No - lt½· Ln e
Si
ricorda che Ln è il simbolo del logaritmo naturale cioè del logaritmo a base e, e che il logaritmo di base
e di e è uguale a 1.
Proseguendo:
lt½
= Ln N0 - Ln N0/2 = Ln (N0 / N0/2)
da cui:
Ln 2
0,693
l
= ¾¾¾¾
= ———— = 0,086 d-1
t½
8,04 d
Sostituendo quindi il
valore di l
nell'equazione in forma logaritmica scritta all'inizio dove N deve essere 5
volte maggiore di N0, si ottiene:
Ln 5 = Ln 1 - 0,086·t
1,609
t = -
———— = -
18,7 d
0,086
Furono quindi
sufficienti meno di tre settimane affinché la radioattività dello iodio
tornasse ai valori normali.
3. continua
|