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EFFETTO
SCALA Sono molti anni che non metto più piede in un cinema ed anche i film che mi capita di vedere in televisione sono molto rari. Mi è rimasta però impressa nella memoria la scena di un grosso gorilla che, appollaiato su di un grattacielo, terrorizzava New York.
La scena cinematografica e il ricordo
connesso, sono occasione per illustrare una legge di natura che prende il nome
di “effetto scala”. Si tratta dell’osservazione che il rapporto
superficie/volume, per qualunque oggetto di forma costante, diminuisce con
l’aumentare delle dimensioni. Se per esempio prendiamo un cubo con il lato di 1. EFFETTO SCALA IN BIOLOGIA Quando una cellula di forma costante aumenta di dimensioni, il suo fabbisogno si accresce con una velocità superiore alla capacità di effettuare scambi con l’ambiente. Se quindi una cellula diventasse sempre più grande il suo tasso metabolico diventerebbe sempre più piccolo fino a determinarne la “morte di fame”. La cellula pone rimedio alla situazione dividendosi periodicamente e con ciò mantenendo il rapporto fra superficie e volume entro limiti fissi. La divisione della cellula non è l’unico sistema che adotta la natura per mantenere il rapporto superficie/volume entro limiti tollerabili. L’intestino dell’uomo, ad esempio, è molto più lungo del corpo e tale lunghezza garantisce una maggiore superficie disponibile per la penetrazione nel corpo di sostanze nutritive; inoltre, la superficie intestinale è ulteriormente aumentata da una miriade di microscopiche protuberanze dette villi intestinali. Modificazioni simili si incontrano anche a livello della superficie polmonare, dove si effettuano gli scambi, di ossigeno in entrata e di anidride carbonica in uscita, fra l’organismo e l’ambiente. Anche nelle piante è possibile notare modificazioni microscopiche del tipo di quelle che si riscontrano nell’uomo, e più in generale negli animali, rilevabili però solo ad una osservazione attenta. La reale forma di un organismo pluricellulare raramente è ciò che appare a prima vista ed è conseguenza almeno parziale di principi matematici fra i quali i più evidenti sono il rapporto fra superficie e volume. 2. I MOSTRI La ragione sta nel fatto che se ad esempio una scimmia diventasse 10 volte più grande il suo peso aumenterebbe proporzionalmente al suo volume, ovvero 10 x 10 x 10 = 1000 volte. La sua forza però sarebbe proporzionale allo spessore delle ossa e dei muscoli la cui superficie della sezione trasversale aumenta solo con il quadrato della lunghezza cioè di 10 x 10 = 100 volte rispetto al valore originale. In altre parole, se la nostra scimmia fosse 10 volte più grande del normale, sarebbe 100 volte più forte ma peserebbe 1000 volte di più. All’aumentare delle dimensioni, pertanto, il peso della scimmia cresce molto più rapidamente della sua forza e, in termini relativi, una superscimmia sarebbe 10 volte più debole di una scimmia normale. Ecco il motivo per cui le sue gambe si spezzerebbero. Quando ero bambino mi soffermavo ad osservare le formiche ed ero sorpreso nel vederle sollevare e trasportare piccoli frammenti di vegetali molto più grandi di loro. A quel tempo pensavo che se le formiche fossero molto più grandi, per esempio delle dimensioni di un cane, sarebbero state in grado di sollevare e trasportare un armadio. Oggi so che ciò che immaginavo era una deduzione errata perché una formica di grosse dimensioni non potrebbe esistere. Se la formica avesse le dimensioni di un cane le sue gambe si spezzerebbero come accadrebbe alla superscimmia. Una formica 1000 volte più grande del normale sarebbe anche 10 volte più debole del normale e crollerebbe sotto il proprio peso. Una tale formica inoltre soffocherebbe perché non sarebbe sufficiente l’ossigeno che entra nel suo corpo. L’apparato respiratorio degli insetti è costituito infatti da tubicini detti trachee che iniziano alla superficie dell’addome per mezzo di forellini e si ramificano nell’interno del corpo raggiungendo tutti gli organi. Questi forellini superficiali sarebbero troppo piccoli per rifornire di ossigeno un corpo 1000 volte più grande. Pertanto, una formica tanto più grande del normale disporrebbe di una quantità di ossigeno molto minore di quella necessaria alla sua sopravvivenza. Per lo stesso motivo gli atleti impegnati in gare di resistenza sono più bassi della media in quanto la loro potenza muscolare è, in proporzione, maggiore di quella delle persone più alte di loro. 3. PICCOLO È MEGLIO CHE GRANDE La legge di scala permette anche di ipotizzare che probabilmente gli alieni non sarebbero giganti come a volte ci vengono mostrati nei film di fantascienza ma che le loro dimensioni non si dovrebbero scostare molto dalle nostre. Su questa Terra le forme gigantesche si trovano solo in mare dove il galleggiamento riduce il peso dell’animale, che muore schiacciato dalla propria massa quando si arena su una spiaggia come capita a volte alle balene.
L’effetto scala spiega anche il motivo per
cui le leggi della fisica cambiano quando si cerca di interpretare il
comportamento del microcosmo. Questo è il motivo per cui la teoria dei quanti
ci sembra così bizzarra, dato che essa stravolge le nozioni derivate dal senso
comune. |
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